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 Perugia --> Abbazia di S. Pietro

La Pietà

 La tavola era la cimasa del polittico di S. Agostino di Perugia, commissionato a Pietro Perugino nel 1502 e lasciato incompiuto alla morte dell’artista avvenuta nel 1523. La monumentale cona fu posta sopra l’altare maggiore, dove restò fino al 1654 quando la parte lignea fu smontata mentre i pannelli dipinti andarono a decorare le pareti del coro. Nel 1816 i monaci di S. Pietro ottennero la Pietà in sostituzione di una tela del Sassoferrato raffigurante l’Immacolata Concezione, trasferita a Roma nel 1813 con le requisizioni napoleoniche.



Sant’Ercolano, San Mauro, San Costanzo, San Pietro Vincioli, Santa Scolastica

Le quattro tavolette conservate nella sacrestia dell’abbazia provengono dal polittico dipinto da Pietro Perugino per i monaci cassinesi di S. Pietro. L’8 marzo 1495 il maestro stipulò un contratto con l’abate Lattanzio di Giuliano da Firenze per la pittura delle tavole da inserire entro una grande macchina in legno predisposta da Giovanni Domenico da Verona. Il progetto prevedeva una tavola principale con l’Ascensione di Cristo, una lunetta con l’Eterno in una gloria di Angeli e una predella con alcune storie ancora da definire. Fu pattuito un compenso di 500 ducati d’oro e un termine di consegna entro due anni e mezzo. Pietro dipinse i numerosi pannelli del polittico tra il gennaio 1496 e la fine del 1499, il nuovo altare fu solennemente inaugurato il 13 gennaio 1500. Nel 1591 il coro della chiesa fu radicalmente ristrutturato e le tavole dipinte furono disperse in più punti della chiesa. In seguito alle requisizioni napoleoniche del 1797, l’Ascensione di Cristo e la lunetta con l’Eterno furono portate a Lione, i pannelli con l’Adorazione dei Magi, il Battesimo di Cristo e la Resurrezione della predella finirono nel Museo di Rouen, i busti dei Profeti Geremia e Isaia andarono a Nantes mentre tra Perugia e la Pinacoteca Vaticana furono divisi i pannelli minori con i busti di Santi.