Il Perugino
Mostre
Luoghi
Itinerari
Perugino.edu
Biglietteria
InformazioniNewsStampaHomecontattaci




entra



Biografia
Contesto
 
 
 Biografia --> “Maestro singolare, et maximo in muro”

Un anonimo corrispondente del duca di Milano, Gian Galeazzo Sforza,  definisce il Perugino (1485 circa)  «maestro singolare, et maxime in muro», aggiungendo che «le sue cose hanno aria angelica e molto dolce»; Agostino Chigi lo ricorda (1500) come «il meglio mastro d’Italia». Molte sono le opere da lui eseguite per committenti fiorentini: ricorderemo soltanto la Madonna che appare a San Bernardo (Monaco, Alte Pinakothek, 1493) , il ritratto di Francesco delle Opere  (Firenze, Galleria degli Uffizi, 1494), il Compianto su Cristo Morto (Firenze, Palazzo Pitti,1495), la Crocifissione ad affresco nella chiesa di Santa Maria Maddalena dei Pazzi (1495-96), la grande pala di Vallombrosa (Firenze, Galleria degli Uffizi, 1500), il polittico dell’Annunziata (Firenze, Galleria dell’Accademia, 1505-07). Altrettanto numerosi sono i lavori richiesti da committenti umbri: a Perugia esegue la cosiddetta pala dei Decemviri (1495), i polittici di San Pietro (1496) e Sant’Agostino (1510-20), lo Sposalizio della Vergine per la cappella del Sant’Anello in Duomo (1503-04), gli affreschi nella Sala dell’Udienza del Collegio del Cambio (1498-1500), ciclo di straordinario interesse che sviluppa un complesso programma iconografico dettato dall’umanista Francesco Maturanzio. Realizza inoltre opere per Bettona, Città della Pieve, Corciano, Foligno, Fontignano, Montefalco, Panicale, Spello, Santa Maria degli Angeli, Trevi. Di particolare importanza, anche per gli esiti che produssero nei rispettivi ambiti culturali, le opere eseguite nelle Marche, in Emilia e in Lombardia. La grazia, l’eleganza e la peferzione formale delle sue immagini esercitarono un’attrazione irresistibile su molti maestri che, soprattutto in area umbra, ne imitarono lo stile dando vita a quel vasto fenomeno derivativo che Roberto Longhi definì efficacemente «editoriale peruginesca».