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 Proposte di ricerca --> La bottega del pittore e l'organizzazione del lavoro

L’organizzazione del lavoro in botteghe è una prassi comune a tutti i campi della produzione, che discende dall’epoca antica e permane costante fino al sopraggiungere dell’industria. Nel secondo Medioevo, con l’avvento della società comunale e con lo sviluppo dei commerci, le botteghe e le corporazioni delle arti diventano elementi portanti del comune popolare. Parallelamente, la struttura interna delle botteghe si trasforma dalla “maestranza”, nella quale diverse personalità operano insieme in modo casuale e sostanzialmente paritetico, nella bottega propriamente detta, nettamente strutturata in senso gerarchico.
In campo artistico si può affermare che è Giotto il primo vero maestro di bottega, a capo di una struttura organizzata della quale è l’unico responsabile. Il capobottega, infatti, d’ora in poi è il solo garante di fronte alla committenza della qualità e dell’omogeneità dell’opera, nonché l’unico a percepire il compenso di un lavoro che è in realtà frutto, in diversa misura, anche del contributo di altri. Nella bottega rinascimentale, infatti, esiste una precisa ripartizione dei compiti, che vengono distribuiti dal maestro agli aiuti in base all’anzianità ed alle competenze di ognuno.
 


La struttura della bottega

Le botteghe del Perugino