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 Approfondimenti --> Perugia al tempo di Pietro Vannucci

Nel Quattrocento Perugia vive un lungo periodo di stabilità politica sotto il formale dominio pontificio e il potere effettivo dell’oligarchia nobiliare locale. La città conosce un notevole sviluppo delle arti e una stagione densa di interventi di qualificazione urbana e architettonica che coinvolgono piazze, strade, acquedotti come chiese, edifici pubblici, residenze private; essa, pur mantenendo il suo assetto tipicamente medievale, acquista una nuova immagine adeguata al gusto rinascimentale.
Il periodo si inaugura con la signoria di Braccio Fortebraccio da Montone, condottiero di ventura assoldato dal partito papale e detentore della città dal 1416 al 1424; durante il suo predominio egli promuove una campagna di opere pubbliche destinate ad accrescere il prestigio della città (ad esempio con il restauro dell’antico palazzo podestarile e la costruzione dell’adiacente loggiato nella piazza maggiore) e a rafforzarne l’assetto strategico (ampliamento delle mura urbane con l’antemurale nell’area tra il monastero di Santa Giuliana e il borgo di San Pietro).
Dopo la morte di Braccio (1424) e il prevalere del partito nobiliare filo-papale, Perugia giura obbedienza a papa Martino V Colonna che, pur lasciando in vita le magistrature comunali, impone la presenza di un governatore pontificio, a capo del potere esecutivo,di un tesoriere, con attività di controllo sulla finanza locale, e di un legato in qualità di suo rappresentante.
 


I Priori

Nobiltà e rinnovamento architettonico

Beato Angelico, Benedetto Bonfigli e Pietro Vannucci

I primi decenni del XVI secolo