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 Proposte di ricerca --> Il Rinascimento: quadro generale --> Il Rinascimento come movimento di pensiero

Il Rinascimento in quanto movimento di pensiero coinvolge la letteratura, l’arte, le scienze e vede tra gli spiriti più colti personaggi di portata europea, quali Erasmo da Rotterdam, Tommaso Moro, Niccolò Copernico (ideatore del sistema eliocentrico) e Galileo Galilei (che nel 1509 scopre la legge della caduta dei gravi e dell’isocronismo del pendolo), ma è soprattutto all’Italia che si deve la diffusione degli aspetti più vitali del nuovo moto spirituale.
Il termine “Rinascita” viene impiegato da Giorgio Vasari nel XV secolo per indicare l’atteggiamento che oppone all’antinaturalismo della concezione bizantina una visione oggettivamente fondata, razionale, del rapporto tra uomo e natura. Solo nel 1867 lo storico svizzero Jacob Burckhardt offrirà una prima sistematizzazione in chiave moderna del concetto di Rinascimento. Il primo Rinascimento viene definito anche con il termine Umanesimo, che indica il movimento intellettuale fondato sullo studio dei testi letterari, in particolare della cultura classica (grazie anche alla riscoperta a Roma delle grandi opere d’arte del passato, che rimarranno modelli di riferimento fino al neoclassicismo, come il Laocoonte, l’Apollo del Belvedere, l’Ercole Farnese), e volto all’affermazione dell’uomo, che acquisisce una nuova consapevolezza dei propri valori e delle proprie capacità.
Importante il “teorico”, lo studioso, che talvolta è lo stesso artista, che produce osservazioni di carattere filosofico sulla metodologia dell’atto artistico, sulla sua finalità e i suoi significati. L’arte è tanto più genuina quanto più riesce ad imitare la natura, l’artista vuole rappresentarla così come gli appare, senza schemi, e la studia con metodo razionale.