Il Perugino
Mostre
Luoghi
Itinerari
Perugino.edu
Biglietteria
InformazioniNewsStampaHomecontattaci




entra



Perugino sottosopra
Proposte di ricerca
Approfondimenti
Curiosità
 
 
 Proposte di ricerca --> Il Rinascimento: quadro generale --> Il Rinascimento in pittura

Le discipline scientifiche tendono a dimostrare la presenza nel mondo di un ordine rigoroso, basato su leggi matematiche. Il pittore analizza razionalmente figure, piante, animali e ambienti, inserendoli entro un sistema di rappresentazione geometrica dello spazio: nasce così la prospettiva, un metodo grafico di rappresentazione basato sull’applicazione di rigorose regole geometriche, che consente una esatta misurazione delle distanze ed una collocazione delle figure in profondità, secondo precise proporzioni. Tutte le linee della composizione convergono verso un punto, in modo che sulla superficie bidimensionale del quadro si crei l’illusione della profondità.
Non solo la composizione, ma il modo stesso di dipingere si trasforma, attraverso l’introduzione di nuove tecniche pittoriche, come l’uso di pigmenti oleosi, di supporti di tela, di sostanze collanti e fluidificanti, che permettono una pennellata più scorrevole e più trasparente. Il disegno non è più solo preparatorio alla pittura, ma diventa un genere autonomo; nascono le prime incisioni, che sostituiranno le medievali miniature delle pagine nei primi libri a stampa. Il mondo che cambia si esprime anche attraverso nuovi soggetti dell’arte, come le figure singole (ritratto), l’ambiente naturale e quello architettonico (paesaggio).
Il decennio fondamentale per il cambiamento del gusto artistico a livello europeo, è quello tra il 1420 e il 1430 grazie alle opere di artisti italiani, come Masaccio, Beato Angelico e Filippo Lippi, che compiono riflessioni fondamentali sulla luce ed il colore; ci sono gli studi prospettici di Paolo Uccello e il realismo drammatico e austero di Andrea del Castagno. Dal primo Rinascimento alla metà del secolo si forma la figura di Piero della Francesca, che porta alle estreme conseguenze i principi del realismo e della rappresentazione geometrica dello spazio per ricavarne una pittura non più “naturalistica”, ma espressione di un mondo astratto di raffinata dilatazione concettuale.
La cultura rinascimentale vive una fervida stagione anche nelle Fiandre, tra Belgio e Olanda: qui gli artisti si distinguono per un’attenta indagine della realtà, che ben esprimono nella pittura ad olio e nell’arte dell’incisione, tecnica, quest’ultima, apprezzata da molti artisti italiani, tra i quali Pollaiolo.
Sempre ai fiamminghi è dovuta l’innovazione musicale, con l’introduzione della polifonia, che attribuisce la medesima importanza agli sviluppi melodici e all’elemento corale. Quest’ultimo troverà nel Cinquecento, nell’ambito della chiesa protestante, il suo massimo sviluppo.
Non minore il ruolo della danza, di cui parlano trattati specifici: e i balli ammessi alle feste di corte rivestono una tale importanza da richiedere sia la figura del teorico che quella del maestro di danza.