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 Proposte di ricerca --> Il Rinascimento: quadro generale --> Firenze, culla del Rinascimento

La culla del Rinascimento è sicuramente Firenze, dove all’inizio del ‘400 si raccoglie una folta schiera di artisti, e dove in breve tempo si moltiplicano i centri di produzione artistica. Per merito di Lorenzo il Magnifico tra 1469 e il 1492 a Firenze si sviluppano botteghe di enorme importanza, come quelle del Pollaiolo, del Ghirlandaio e del Verrocchio, nelle quali si formano gli artisti più importanti della generazione successiva, come Perugino, Botticelli, Lippi, Piero di Cosimo, Signorelli, fino all’esordio di Leonardo e Michelangelo. A Firenze i Medici agevolano anche la fondazione della cosiddetta “Accademia neoplatonica” ad opera di Marsilio Ficino, che prende le mosse da una ripresa del pensiero platonico e delinea una nuova concezione morale e filosofica, in polemica con l’aristotelismo dell’età medievale.
Nella straordinaria stagione artistica che prende vita alla corte dei Medici non mancano opere letterarie, come quelle celebrative di Poliziano (Stanze per la giostra, 1478) e Machiavelli (Il principe, 1515); parallelamente si sviluppa anche la letteratura religiosa di San Bernardino da Siena e quella di Savonarola, con le celebri Prediche del contro la signoria dei Medici.
Nella penisola italiana, tra i centri più importanti, vanno ricordate le corti di Padova, Milano, Mantova, Ferrara e Urbino, dove i Signori promuovono lo sviluppo delle arti, chiamando a se’ artisti di grande levatura. A Padova troviamo i toscani Filippo Lippi, Paolo Uccello e Donatello; locale è invece la bottega dello Squarcione, con le personalità di Mantegna, Crivelli, Tura, Schiavone. A Mantova lavorano Mantegna e Leon Battista Alberti; a Ferrara Cosmè Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti; a Milano Vincenzo Foppa e, nell’ultimo ventennio del Quattrocento, Leonardo e Bramante.