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Anche la Chiesa si inserisce in questa ricerca di spendore e bellezza: le chiese e i conventi dei più importanti ordini monastici si arricchiscono di opere di grande prestigio, sia grazie alle ricche decorazioni delle cappelle gentilizie, sia grazie ai grandi cicli pittorici o alle imponenti opere volute da monaci e frati. In molti casi l’interesse per artisti di chiara fama è un altro riflesso del mecenatismo delle famiglie nobili, i cui rampolli consacrati alla vita monastica facilmente rivestono ruoli strategici nelle gerarchie religiose.
Ma è soprattutto a Roma che, attraverso la magnificenza dell’arte, l’alta corte papale traduce in segni visibili la propria concezione del potere temporale. I papi si sentono eredi degli imperatori e, a partire dal XVI secolo, avviano un programma di rinnovamento che porterà a Roma i più grandi artisti di quel periodo e darà alla basilica di San Pietro, ai Palazzi Vaticani ed alla città il volto imponente e sontuoso che ancor oggi li caratterizza. A partire dal Cinquecento, l’Urbe diventa il più importante centro artistico italiano, scalzando Firenze da questo ruolo. A differenza di Firenze, però, non si ha a Roma il formarsi di una scuola locale se non a partire dal pontificato di Giulio II (1503-13), con la presenza stabile in città di Bramante, Michelangelo e Raffaello. L’arte che predomina nell’Urbe a partire da questo periodo è a carattere religioso, pur presentando gli stessi caratteri di potenza e dominio delle opere nate per celebrare i sovrani laici: anziché ricercare interiorità e spirito contemplativo, gli artisti sono tesi a celebrare la potenza dei papi e lo splendore della loro corte. Il programma di predominio politico sarà destinato a fallire, ma nelle arti sicuramente i pontefici riescono a raggiungere una magnificenza senza pari in Europa
Tra XV e XVI secolo la ricchezza e la vastità del patrimonio culturale ed artistico fanno sì che l’arte italiana assuma nel continente il riconosciuto ruolo di avanguardia culturale: all’Italia guardano le grandi corti europee come modello e in essa confluiscono i più importanti artisti stranieri dell’epoca, per completare ed aggiornare la loro formazione.