Il Perugino
Mostre
Luoghi
Itinerari
Perugino.edu
Biglietteria
InformazioniNewsStampaHomecontattaci




entra



Perugino sottosopra
Proposte di ricerca
Approfondimenti
Curiosità
 
 

Da queste premesse, fin dagli inizi del Quattrocento si sviluppa un’attenzione per il reale che, mentre nel nord Europa e soprattutto nelle Fiandre, sviluppa una ricerca artistica volta alla resa del particolare, colto in tutti i suoi dettagli ed effetti ottici, in Italia porta a una definizione della realtà, e quindi del paesaggio, come spazio unitario e concreto.
La civiltà del Rinascimento, e le novità che la accompagnano nell’ambito degli studi, della società e della cultura, coinvolgono la produzione artistica verso una rappresentazione sempre più realistica secondo le regole matematiche dettate dalla prospettiva. Questo metodo scientifico di riproduzione su superficie piana dello spazio tridimensionale, sperimentato a Firenze da Filippo Brunelleschi e teorizzato da Leon Battista Alberti (De pictura, 1435), vede una graduale e diversa assimilazione da parte dei diversi ambienti artistici italiani.
Il paesaggio acquista ora una nuova dignità nella composizione pittorica, divenendo protagonista come spazio concreto di una scena unitaria, dove figure, architetture e elementi naturali sono disposti e si rapportano secondo regole precise. Determinante è inoltre l’influenza derivante dalla pittura fiamminga molto richiesta dalle grandi corti italiane (ad esempio i Medici a Firenze, la corte papale a Roma, i Montefeltro Urbino ospitano opere e artisti d’oltralpe) e più avanzata nello studio della luce. Su tutto domina la visione rinascimentale dell’uomo al centro dell’universo, regista e attore della realtà, in piena armonia con ciò che lo circonda.