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 Approfondimenti --> Perugia al tempo di Pietro Vannucci --> Nobiltà e rinnovamento architettonico

Il prevalere della classe nobiliare determina il suo massiccio trasferimento dalle sedi extraurbane in città, soprattutto entro il nucleo antico, e numerosi interventi di decoro urbanistico volti ad esprimerne il prestigio; più che costruiti ex novo, i palazzi residenziali vengono riadattati dagli edifici preesistenti secondo criteri di eleganza e vivibilità (si pensi alle case-torri, tipiche dell’edilizia medievale, che adesso si ingentiliscono di bifore, trifore e logge perdendo la loro originaria funzione difensiva). Il colle Landone, occupato già dal Trecento dai Baglioni, dai Guidalotti e da altre insigni famiglie, diventa il quartiere della nobiltà locale, le cui architetture sono oggi perdute a causa della successiva costruzione sopra l’intera area della Rocca Paolina (1540-1543).
Coinvolte nelle imprese di rinnovo e ampliamento sono anche le principali sedi del potere laico e religioso: tra 1429 e 1433 il Palazzo dei Priori è soggetto a lavori di ampliamento oltre l’attuale via dei Priori per ricavare gli ambienti di residenza e la nuova cappella per i priori. Dal 1452 viene avviata la costruzione dell’ultimo blocco del palazzo che ospita la nuova, prestigiosa sede del collegio del Cambio. Nel 1437 viene riaperto per volontà del vescovo Andrea Giovanni Baglioni il cantiere del Duomo di San Lorenzo, come auspicato da Bernardino da Siena nella famosa predica a Perugia del 1425.
Altri importanti lavori coinvolgono dal 1453 la piazza del Mercato (oggi Matteotti), consolidata nelle possenti costruzioni di sostegno e destinata a nuove funzioni pubbliche con la costruzione del palazzo del Capitano del Popolo (1473-1481) e del palazzo della Sapienza Vecchia (1490-1514). Viene inoltre riqualificato secondo il gusto rinascimentale l’ingresso meridionale della città, porta San Pietro, su progetto dello scultore fiorentino Agostino di Duccio (1475-1480).
Molte le iniziative anche nell’ambito dell’architettura religiosa: le chiese degli ordini mendicanti, in particolare quelle di San Francesco al Prato, San Domenico e Santa Maria dei Servi, si arricchiscono di nuove cappelle, mentre la chiesa benedettina di San Pietro rinnova il proprio campanile su disegno di Bernardo Rossellino. Ancora Agostino di Duccio realizza, i complessi scultorei per le facciate dell’antica chiesa della Maestà delle Volte (oggi scomparsa) e per l’oratorio di San Bernardino.