Il Perugino
Mostre
Luoghi
Itinerari
Perugino.edu
Biglietteria
InformazioniNewsStampaHomecontattaci




entra



Perugino sottosopra
Proposte di ricerca
Approfondimenti
Curiosità
 
 
 Approfondimenti --> Perugia al tempo di Pietro Vannucci --> I primi decenni del XVI secolo

Nei primi decenni del XVI secolo la situazione politica cittadina precipita attraverso congiure e fatti di sangue che vedono gli stessi Baglioni uccidersi tra loro come nelle cosiddette nozze rosse del 1500, quando Guido Baglioni viene assassinato nel sonno insieme al figlio Astorre scatenando la vendetta del fratello Giampaolo. Quest’ultimo, scampato all’agguato, commissiona l’uccisione dei congiurati tra cui Grifonetto Baglioni, in onore del quale la madre Atalanta affiderà a Raffaello il Trasporto del Cristo morto per la cappella di famiglia nella chiesa di San Francesco al Prato (1507, Roma, Galleria Borghese).
A seguito della guerra del sale (1539-1540), che vede i perugini ribellarsi contro una nuova tassa imposta su tale bene, il dominio della Chiesa si imporrà drasticamente attraverso la soppressione dei priori, sostituiti nel governo della città dal legato pontificio, e una forte azione di controllo politico e militare messa in atto da Paolo III Farnese con la costruzione della Rocca Paolina sull’area del colle Landone (1540-1543). Tale situazione soffoca le grandi committenze e l’emergere degli artisti locali, la cui produzione rimane a lungo influenzata dalla lezione di Perugino e dal successivo modello dell’allievo Raffaello. Alcuni cercano spazio in altre città, tra cui l’architetto Galeazzo Alessi e i due più noti componenti della famiglia Danti, Vincenzo e Ignazio, eredi di una profonda cultura artistica con spiccate inclinazioni anche in ambito scientifico.
Solo nel 1553 Giulio III restituirà formalmente le magistrature locali a Perugia, ormai priva di fatto della propria autonomia politica; la riconoscenza della comunità locale al gesto papale viene comunque suggellata dalla statua bronzea del pontefice realizzata da Vincenzo Danti in quell’anno e oggi dominante la piazza maggiore dalla scalinata del duomo cittadino.