Il Perugino
Mostre
Luoghi
Itinerari
Perugino.edu
Biglietteria
InformazioniNewsStampaHomecontattaci




entra



Perugino sottosopra
Proposte di ricerca
Approfondimenti
Curiosità
 
 
 Approfondimenti --> Il ritratto --> Il Ritratto nelle Fiandre

Sempre agli inizi del XV secolo c’è un’analoga diffusione del ritratto in area fiamminga, che parte però non dallo studio e dalla ripresa di modelli antichi, bensì dalla spasmodica attenzione per la realtà che caratterizza l’arte nei Paesi Bassi. Il gusto per il dato naturale, per il particolare minuto e prezioso e per gli effetti della luce (favoriti dalla diffusione della pittura ad olio) degli artisti fiamminghi, ben si sposano con la mentalità concreta della borghesia mercantile che opera in quella regione, ansiosa di farsi riprodurre in contesti reali, che esaltano il benessere economico raggiunto. I ricchi mercanti italiani, che si fanno ritrarre da artisti fiamminghi (notissimo il Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan Van Eyk del 1434) o che acquistano loro opere, costituiscono il tramite principale per la diffusione della pittura fiamminga nella penisola italiana. E’ nell’ambiente aragonese, aperto agli scambi con il nord Europa, che si forma Antonello da Messina, il pittore che più di ogni altro riesce a trovare un equilibrio tra l’analitica ricerca fiamminga e la solenne monumentalità italiana. Dagli artisti delle Fiandre Antonello riprende la capacità di penetrazione psicologica del soggetto, e la coniuga con la nobile solidità spaziale dell’arte toscana: ne nascono opere come il cosiddetto Ritratto Tivulzio, datato 1476, con la figura impostata di tre quarti su sfondo scuro e lo sguardo ironico e penetrante fisso in quello dello spettatore.