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 Approfondimenti --> Il ritratto --> Il Moto degli Affetti

Studiare e dipingere il “moto degli affetti” diventa prioritario per gli artisti dagli anni ‘70 del Quattrocento: a Milano Leonardo da Vinci (che analizza la psicologia dei soggetti con la razionalità dello scienziato, attraverso veri e propri studi di fisiognomica), in Toscana Pontormo, in Veneto Giorgione, Lorenzo Lotto e Giovanni Bellini, in area padana Parmigianino, solo per citare i più rappresentativi. Tale ricerca culmina con Raffaello e Tiziano, nei cui ritratti appare raggiunto l’equilibrio tra l’introspezione psicologica e l’idealizzazione del personaggio. Con questi due artisti si inaugura anche il genere dello state portrait: pose austere, espressioni gravi e solenni e un’attenta descrizione dei particolari delle ricche vesti o delle armature, tutto concorre a trasmettere il potere che emana dai personaggi ritratti, siano essi pontefici, sovrani o nobili.